Itinerario Cassio (terzo giorno)

TERZO GIORNO:
Al mattino successivo riprendiamo il nostro itinerario visitando Siena

PRIMA TAPPA: SIENA

La città ha origini leggendarie, legate in qualche modo a quelle di Roma. Si dice infatti che fu fondata da Senio, figlio di Remo, e questo ha dato luogo all’emblema cittadino dove compare la lupa romana. Chiamata “Sena” dagli etruschi, divenne poi la colonia romana di “Sena Julia”.

Durante la dominazione longobarda continuò a essere un centro importante. A partire dal XII sec. fu un potente e forte comune ghibellino oltre che un centro di importanza economica, commerciale e artistica. La città conserva l’impianto urbanistico medievale e la maggior parte di edifici data dal XIII al XV secolo. Piazza del Campo, luogo destinato alla rinomata e popolare corsa del Palio, è anche il centro della tradizione civica di Siena. Vi ha sede il Palazzo Pubblico, edificato tra il 1298 ed il 1342, antica residenza della Signoria e oggi sede del municipio. Il palazzo è dominato dalla snella Torre del Mangia, opera di Minuccio e Francesco di Rinaldo (1325).

Il Duomo, situato nel luogo della antica Acropoli, è stato costruito tra il XII e il XIV sec. E viene considerato il capolavoro dell’architettura gotica in Italia. Le opere d’arte che lo arricchiscono, dal celebre pavimento marmoreo al pergamo di Nicola e Giovanni Pisano, dagli affreschi del Pinturicchio al Battista di Donatello, dal complesso dell’altare maggiore di Baldassarre Peruzzi alle grandi vetrate di Duccio di Buoninsegna e alla libreria Piccolomini con i celebrati affreschi del Pinturicchio, ne fanno uno dei luoghi d’arte più importanti nel mondo.

Di notevole importanza anche il Battistero con opere di Jacopo della Quercia, Ghiberti e Donatello; l’ospedale di santa Maria della Scala (1300) con la sala affrescata nel 1400 e detta del Pellegrinaio; la chiesa di santa Maria dei Servi, poderosa basilica romanica; le chiese di san Domenico e san Francesco; l’oratorio di san Bernardino (XV sec.), sorto nel luogo dove predicava il santo edaffrescato dal Sodoma e dal Beccafumi (XVI sec.); infine il Santuario Cateriniano, complessa serie di edifici sorti attorno alla casa di Caterina Benincasa e dedicati a santa Caterina, patrona d’Italia insieme a san Francesco.

Santuario di santa Maria in Provenzano
Considerato il vero santuario di Siena, dal 1656 è la chiesa del Palio che si corre il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno. Sobrio e di una compostezza severa, ha la facciata in pietra bianca, divisa in due ordini da una cornice, e un grandioso interno a cupola. Sull’altare maggiore, in un tabernacolo d’argento, si trova l’immagine a rilievo della Madonna di Provenzano, del XV secolo.

Santuario Casa di santa Caterina
L’abitazione di Caterina Benincasa, la mistica santa senese, si trasformò dopo la sua canonizzazione (1461, Papa Pio II), attraverso i secoli, nell’odierno santuario.  Nel 1611 iniziò la costruzione di un oratorio, per custodire il duecentesco Crocifisso, davanti al quale la santa ricevette le stimmate di Gesù Crocifisso, attribuito a Niccolò Pisano. La facciata della casa presenta un bel portale rinascimentale in pietra. All’interno vi sono custodite opere dei migliori pittori e scultori di vari periodi.

Santuario delle Sacre Particole
È considerato il più celebre “santuario eucaristico” del mondo, in quanto vi si custodiscono e ricevono culto pubblico 223 ostie che si conservano prodigiosamente intatte dal 14 agosto 1730, giorno in cui furono consacrate nella chiesa di san Francesco. Il santuario si trova nella basilica di san Francesco, iniziata nel 1326 ingrandendo una chiesetta gotica preesistente e condotta a termine nel 1475 su disegno di Francesco Giorgio Martini.

La Cappella del Santissimo Sacramento,
più nota come Cappella delle Sacre Particole, ha un bellissimo pavimento a graffito di Lorenzo di Mariano (1510). Dopo l’ingresso laterale si trova la tomba dei Tolomei, con una lastra tombale ritenuta quella di Pia dei Tolomei. Una porta laterale conduce al chiostro, in fondo al quale si trova un portale rinascimentale che collegava la chiesa al convento di san Francesco.

SECONDA TAPPA: POGGIBONSI
Riprendiamo l’auto per giungere, dopo solo 32 km, alla prossima tappa, Poggibonsi. A metà strada, consigliatissima una sosta per visitare Monteriggioni, splendida cittadina medievale posta sulla sommità di una collina e circondata dalla cinta muraria del XII sec., realizzata in pietra, con uno sviluppo lineare di circa 570 metri. Le mura sono fortificate da 15 torri che hanno suggerito a dante il famoso verso “come su la cerchia tonda / Monteriggion di torri si corona” (Inf., XXXI, vv. 40-44). Il castello è stato edificato nel secondo decennio del 1200 dalla Repubblica di Siena, con il principale scopo di creare un avamposto difensivo contro la rivale Firenze. Per secoli l’insediamento svolse in pieno la funzione per cui era stato creato, respingendo molti attacchi. La sua funzione militare è venuta meno a partire dalla metà del Cinquecento, quando la Repubblica di Siena, di cui il borgo faceva parte, venne annessa allo Stato di Firenze. Vi consigliamo di restare a Monteriggioni anche per il pranzo. Il ristorante “Da Remo - Il piccolo castello”, via I Maggio 1 tel. 0577 304370, si trova nella piazza principale del borgo, in un locale del 1300 in pietra e tufo, arredato in perfetto stile rustico toscano, con un giardino ai piedi delle splendide mura del castello. I piatti tipici del ristorante, come la pasta fatta in casa, la cacciagione e le carni chianine cotte sulla griglia al carbone, esaltano i sapori della tradizione senese.

Poggibonsi è un importante centro industriale e commerciale dell’alta Valdelsa, alle propaggini occidentali delle colline del Chianti. La città, notevolmente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita, conserva un interessante centro storico di origine medievale (XII sec.).

Convento-Basilica di san  Lucchese,
Commerciante, e sua moglie Buonadonna sono tradizionalmente ritenuti i primi Terziari Francescani, vestiti dallo stesso san Francesco nel 1221. Morto Lucchese nel 1260, fu edificata in suo onore la grande chiesa gotica che dà il nome al complesso monastico; ricca di opere d’arte, sorge su di una lieve altura, immersa in un verdissimo parco ricco d’acque sorgive.

TERZA TAPPA: SAN GIMIGNANO
Non lontano da Poggibonsi, a soli 13,5 km, si trova l’ultima tappa del nostro itinerario, San Gimignano. Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico, la città è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell’aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età dei comuni. La città è soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d’oro del Comune, oggi ne restano sedici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la Torre Rognosa, mentre la più alta è la Torre del Podestà, di 54 metri.

Convento di sant’Agostino
Sorse nel XV sec. accanto alla chiesa, la cui facciata risale al 1280. Si visitano il chiostro e la sala capitolare con portale e finestre gotiche. La chiesa, a una sola navata, conserva interessanti opere rinascimentali, tra cui gli affreschi di Benozzo Gozzoli (1464).

Monastero di san Girolamo
Inserito all’interno delle mura, attiguo all’ospedale di santa Fina, il monastero sorse nel 1337. La chiesa, barocca, conserva alcuni dipinti pregevoli tra cui una Sacra Famiglia attribuita al Pontormo.

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