Itinerario Cassio (primo giorno)

PRIMO GIORNO

L’itinerario parte da Viterbo, antica città d’arte ai piedi dei Monti Cimini.

PRIMA TAPPA: VITERBO
Prima centro etrusco e poi colonia romana, passò sotto il dominio della Chiesa nell’VIII sec. e per tutto il Medioevo fu oggetto di contesa fra papato e impero. Molti Papi vi risiedettero anche per lunghi periodi e vi si tennero numerosi conclavi. 
Il centro storico della città, delimitato da una cinta di mura turrite, conserva ancora evidentissima la fisionomia medievale ed è quindi di grande interesse.Il quartiere meglio conservato e più significativo è quello di san Pellegrino, in cui si possono ammirare la piazza san Pellegrino, una delle più complete piazze duecentesche in Italia, il Palazzo degli Alessandri, tipico esempio di costruzione privata del 1200, e numerose fontane.

Da non mancare la visita al Palazzo Papale (1255-66), straordinario esempio di architettura romanico-gotica dell’Italia centrale.

Convento di san Francesco 
Posto sulla sommità di una collina e inserito nella cerchia muraria attorno al 1210, è uno più importanti della provincia. La chiesa omonima conserva le tombe monumentali di alcuni Pontefici, fra cui quella di Papa Adriano V, opera di Arnolfo di Cambio, e di famiglie illustri della città.

Convento di santa Maria del Paradiso
Fondato verso la metà del XIII sec., appena fuori le mura della città, è affidato alle monache cistercensi. Molto interessante il chiostro romanico-gotico, con archi a sesto acuto sostenuto da colonnine binate; nelle lunette, resti di affreschi del XVII sec. rappresentanti scene della vita di sant’Antonio.

Santuario di santa Maria della Quercia
Situato circa 2 km a nord-est di Viterbo il santuario, con l’annesso convento, è di epoca rinascimentale. Le tre lunette sui portali della chiesa, in terracotta invetriata, sono opera di Andrea Della Robbia (1507); in particolare quella centrale, rappresentante il trionfo della Madonna della Quercia, è una delle sue opere più belle. L’interno, a tre navate, è ornato da un meraviglioso soffitto a cassettoni, ricoperto d’oro zecchino, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane.

 SECONDA TAPPA: MONTEFIASCONE

dopo circa 30 minuti di automobile, a Montefiascone. Situata a circa 600 m di altitudine, la cittadina domina la Tuscia, con splendidi panorami sia verso Viterbo e i Monti Cimini sia verso il Lago di Bolsena. Le sue origini sono etrusche, ma il centro ha avuto un’importanza strategia soprattutto nel Medioevo. Fin da quel periodo il territorio ha manifestato una netta vocazione alla viticoltura, con una ricca produzione di vini che oggi hanno raggiunto la DOC. Il più noto è senz’altro il Montefiascone Est Est Est.

Santuario di santa Lucia Filippini
Il santuario è ubicato nella cripta della chiesa superiore di santa Margherita, opera di Donato Bramante, risalente al 1483. Adibita a magazzino fino al 1962, la cripta o santuario di Lucia Filippini è a pianta centrale, con cupola che corrisponde alla grande cupola della chiesa superiore. Sotto l’altare è posta l’urna contenente le spoglie della santa.

TERZA TAPPA: BOLSENA
La cittadina è situata sulla sponda nord-orientale del lago omonimo ed è un centro peschereccio, agricolo e turistico di interesse soprattutto medievale. Durante tutto questo periodo fu contesa fra i Monaldeschi di Orvieto e la Chiesa, che la acquisì definitivamente a partire dal 1451. I luoghi di maggiore interesse sono: il borgo medievale, che conserva ancora il primitivo impianto urbanistico, il Castello (XIII-XIV sec.) e la collegiata di santa Cristina. Quest’ultima sorge sulle antiche catacombe, raccoglie le memorie legate alla martire cristiana e l’altare del miracolo del Corporale. Su quell’altare nel 1263 un sacerdote boemo, che celebrava la messa pur dubitando della presenza del Corpo di Cristo nell’ostia consacrata, vide stillare da essa alcune gocce di sangue che macchiarono il corporale. Papa Urbano IV, verificato il prodigio, l’anno seguente istituì la festa del Corpus Domini. Questo episodio, noto come il “Miracolo di Bolsena”, è rappresentato nel celebre affresco di Raffaello sito nelle Stanze Vaticane (XVI sec.).

Basilica-Santuario di santa Cristina
La chiesa risale all’XI sec. La facciata è tripartita con lesene riccamente decorate, sul portale centrale una terracotta invetriata che rappresenta la Madonna col Bambino e i santi Cristina e Giorgio. L’interno romanico è a tre navate con tetto a capriate e tre absidi quadrate con volta a crociera. Dalla navata sinistra, attraverso un ricco portale romanico dell’XI sec., si passa alla Cappella del Miracolo. Più avanti, cinto da una balaustra del ’500, si trova l’altare di santa Cristina, o delle quattro colonne, dove avvenne il miracolo. In fondo alla grotta si apre l’ingresso alle catacombe che racchiude il sarcofago in cui nel 1880 furono trovati i resti del corpo della martire.

NEI DINTORNI
Con pochi km di auto si possono visitare Manciano, Pitigliano, Sorano e la bellissima Civita di Bagnoregio. Situata in posizione isolata sulla cima di un colle tufaceo, Civita, nota come “la città che muore”, è raggiungibile solo attraverso un lungo e stretto ponte pedonale. Causa del suo isolamento, e del suo fascino unico, è la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi. Fondata dagli Etruschi circa 2500 anni fa, passò nel Medioevo sotto il dominio longobardo e successivamente, dal 774, quello della Chiesa. A partire dal 1695 il susseguirsi di molti terremoti, con conseguenti frane e smottamenti, favorì il trasferimento della popolazione, fino a un quasi totale abbandono. Attualmente nel borgo, costituito da edifici medievali, vivono poche decine di abitanti.

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ITINERARI IN BICI   bici


ITINERARI A PIEDI 
trekking

 


Dove mangiare:
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Da Picchietto:
Indirizzo: Via di Porta Fiorentina, 151, 00197 Canale Monternao
tel. 0761 799158


Sito web:
http://www.ristorantepicchiettobolsena.com


Ospitato in un palazzo del ’300, con vetrate colorate, pareti dipinte e cortile, ubicato in una incantevole piazzetta all’interno del paese. I titolari, simpatici e cortesi, vi proporranno un menu casalingo a base di piatti tipici della zona e pesce di lago sempre fresco


Dove dormire:

logoPer dormire, consigliamo il B&B Vesconte, piazza San Rocco 12 tel. 342 853 0373, in una dimora storica del XVI sec., completamente restaurata, nel centro storico di Bolsena. Nel piano nobile, dotato di rete wi-fi, sono state ricavate le camere per gli ospiti, arredate con mobili d’epoca. Soffitti a cassettone, libri antichi e arazzi completano la cornice.
Inoltre il B&B si trova a soli 150 metri dal lago.

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